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La possibilità di valutare quantitativamente ogni segno garantisce scientificità al test della scrittura: questo significa che la presenza di criteri oggettivi di valutzione apre le porte a una disciplina che ha come obiettivo quello di garantirne controllo e misurazione: la Grafometria.
La Grafometria quindi può essere definita come quella "disciplina che misura le parti della scrittura vegate a mano e studia statisticamente i dati raccolti per trarne comparativamente classificazioni e leggi" (Massei, 1997). Il termine "grafometria" deriva da grafo + metreo, ovvero "misurazione della scrittura".
Nel linguaggio adottato dagli studiosi dei test della scrittura, il Segno è quella caratteristica della grafia che è possibile distinguere da ogni altra e quindi definirsi univoca oltre che atta alla misurazione, nonché la possibilità che questa possa essere stata associata a tendenze (relativa all'ambito affettivo e/o volitivo) o attitudini (sfera intellettiva) psicologiche della persona (Massei, 1997).
Per valutare i Segni della scrittura, nel tempo sono state utilizzate diverse unità di misura: decimi, centesimi, millimetri, decimillimetri, percentuali, gradi sessagesimali, gradi centesimali, centigradi (da non confondersi con la misura della temperatura).
La misurazione di ogni segno deve superare tre passaggi:
Chiaramente ogni Segno, perché si possa determinare se una certa scrittura ne possegga o meno e in che misura le sue caratteristiche, deve essere misurato più volte all'interno dello stesso scritto: verranno usati quindi indici statistici per rappresentarne la presenza. Questi sono: la media aritmetica (somma di più valori diviso il numero delle misurazioni) e la moda (ovvero il valore della misurazione che ricorre più volte).
Si definisce intensità il valore che rappresenta quanto è presente un certo Segno (ad esempio, la lunghezza del taglio della t); la frequenza invece rappresenta il numero delle volte in cui si presenta un certo Segno (ad esempio, quante volte il taglio della t è basso o quante è alto).
Nel corso del tempo, e di pari passo con lo svilupparsi di nuove e più sofisticate tecnologie, si sono susseguiti strumenti di misurazione dei Segni coerenti ai tempi in cui venivano utilizzati: si è iniziato con goniometri e righelli, per poi passare a carta trasparente millimetrata, per arivare a fogli in plastica trasparente con su stampati i riferimenti per la misurazione diretta dei Segni. Oggi, nell'era dell'informatizzazione, anche l'analisi della scrittura può avvalesri di metodi più precisi, veloci e meno affaticanti (che demandano a procedure computerizzate le attività di calcolo complesso e ripetitivo) rendendo l'attività grafometrica ancora più scientifica, affidabile e fedelmente replicabile
Purtroppo, ma a questo proposito si stanno studiando metodologie specifiche, non tutte le caratteristiche della scrittura possono essere misurate in quanto per esse risultano più significative le caratteristiche qualitative piuttosto che quantitative: queste caratteristiche, finche non troveranno una misurazione oggettiva, non rientrano nell'intersse della Grafologia, poiché la loro misurazione deriva dalla stima contro alcuni parametri arbitrarimente definiti come standard, anche se in seguito a studi su innumerevoli scritture.
Con questo termine si individua il professionista che integra le proprie competenze con la conoscenza diretta dei test carta e matita, dal disegno alla scrittura compresi.
Gli obiettivi raggiungibili sono immediati: è necessario però che inizialmente l’analista conosca il soggetto attraverso la sua produzione grafica al fine di:
Riprendendo gli studi di Massei (1997) riportiamo di seguito un elenco delle finalità che ha in carico la Grafometria:
Massei, M. (1997). Manuale di Grafologia. Hoepli Editore, Milano.